Dopo la votazione della legge sulla caccia

Il lupo nei Grigioni

di Rico Calcagnini, presidente «Associazione territorio senza grandi predatori-Grigioni»

La lobby internazionale del Rewilding, per il tramite della «Large Carnivore Initiative for Europe» (LCIE) e del «Piano di reinsediamento del lupo in Europa», del professor Luigi Boitani dell’università di Roma, ha già provocato ingenti danni in molti paesi europei. Il piano del professor Boitani, di una novantina di pagine, è un vero e proprio manuale per l’insediamento dei lupi. Si legge, per esempio, che in zone senza lupi o in zone con popolazioni deboli bisogna intervenire e introdurre nuovi lupi. La situazione é ulteriormente aggravata dalla Convenzione di Berna, firmata dalla Svizzera nel 1979. Essa prevede la protezione assoluta del lupo e oltre alla Svizzera vi hanno aderito altri paesi europei, in molti dei quali a quei tempi il predatore non era ancora presente.
  Così nel 2018 in Francia, per esempio, circa 500 lupi hanno predato e ucciso 12’500 animali da reddito e questo nonostante la presenza di 3800 cani da protezione, cioè in media sette cani per ogni lupo! All’inizio i cani e le recinzioni elettrificate sembravano ancora efficienti, ma il lupo si è ben presto adattato alla nuova situazione e ha così escogitato nuove strategie. Per esempio, esso assalta le pecore in pieno giorno, quando queste escono dal recinto notturno o attacca le greggi in branco, senza possibilità di protezione da parte dei cani.
  Anche in Svizzera la popolazione dei lupi si è sviluppata velocemente, come ben dimostra l’esempio dell’«Oberland» del canton Grigioni. I due branchi del 2018, nel corso di poco più di due anni, hanno prolificato in modo incredibile e oggi il loro numero è già salito a sette. Inoltre i lupi diventano sempre più temerari, perdono la paura dell’uomo, circolano in zone abitate, perfino sulla pista di una scuola da sci per bambini, penetrano nelle stalle, provocano massacri tra animal da reddito su pascoli recitanti e quindi protetti, attaccano ora perfino i vitelli delle mucche nutrici.
  Secondo informazioni ufficiali dell’Ufficio caccia e pesca del canton Grigioni fino alla fine di settembre 2020 sono stati uccisi dai lupi almeno 218 animali da reddito e si è constatata una crescita non solo numerica, ma anche del genere di animali: a partire dal mese di agosto, almeno sei vitelli di mandrie di mucche nutrici sono stati predati e in parte consumati dal predatore e nel mese di settembre per la prima volta ha ucciso e sbranato per metà un asino adulto in un’are recintata sull’alpe Durnan sopra Andeer.
  In nome della sicurezza degli umani e degli animali e del mantenimento della nostra economia alpestre le nostre autorità cantonali e federali sono chiamate a porre fine al più presto a questa dinamica rovinosa con la regolazione mirata delle popolazioni di lupi.
  I nostri contadini di montagna sono disperati, stanno raggiungendo i loro limiti e abbandoneranno ben presto l›allevamento di bestiame nella regione alpina. Questo in special modo dopo la bocciatura alle urne della revisione della Legge sulla caccia da parte del popolo il 27 settembre. Con il voto negativo si è persa un’occasione per fare un passo nella giusta direzione dando ai Cantoni una maggiore autonomia nella regolazione dei grandi predatori, come già si sta facendo co successo con altre specie protette come gli stambecchi. Con la loro propaganda a suon di milioni a favore del no le organizzazioni per la protezione degli animali e della natura hanno ignorato le esigenze della popolazione delle regioni di montagna e hanno reso un cattivo servizio alla ricchezza delle specie nella regione alpina.
  Si pone ora la questione di come si possa cambiare in meglio la situazione intollerabile nelle regioni colpite e arrestare la dinamica della diffusione dei grandi predatori. L organizzazioni referendarie sono chiamate a sostenere attivamente la ricerca di soluzioni sostenibili, dato che dopo il voto hanno dovuto ammettere la necessità di regolare le popolazioni di lupi. (NZZ 28 settembre 2020 «Ein Wolfsgraben spaltet das Land») [Un fossato del lupo divide il Paese].
  La nostra organizzazione continuerà ad impegnarsi per la conservazione e lo sviluppo dell’agricoltura montana e dello sfruttamento degli alpi, per la biodiversità e la sicurezza degli animali, dei paesaggi e della gente. È inaccettabile che i grandi predatori prendano il sopravvento, che i contadini di montagna siano costretti a lasciare i loro territori e che i pascoli alpini ben curati inselvatichiscano e vadano in rovina.  •

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