Partita finale del turbocapitalismo?

del prof. Eberhard Hamer, Mittelstandsinstitut Niedersachsen e.V.

Dopo la sospensione della copertura in oro del dollaro da parte di Richard Nixon il 15 agosto 1971, un altro presidente degli Stati Uniti – Donald Trump – l’8 agosto 2020 ha annunciato per decreto un nuovo ordine finanziario, ovvero ha abolito completamente per sei mesi l’imposta sui salari per tutti quelli che guadagnano meno di 100.000 dollari all’anno. Una decisione della massima importanza! 
  Finora il sistema finanziario e monetario mondiale ha funzionato, permettendo agli Stati, alle banche e alle società di accumulare debiti illimitati perché le banche centrali, «dal nulla», cioè senza copertura, misero a disposizione prima milioni, poi miliardi e ora trilioni di dollari. Secondo l’intesa dell’High Finance Syndicate e una dichiarazione di George Soros, questi fondi «non devono mai più essere rimborsati, sono prestiti perpetui». Gli interessi, così come i costi dell’apparato statale e i costi di ridistribuzione (circa la metà delle entrate) non devono essere pagati dagli speculatori finanziari o dai milionari (né per il ceto inferiore, il 30% circa, che è completamente esente da tasse o riceve prestazioni sociali più alte delle tasse stesse). Per contro, sono soprattutto il 94% delle aziende di medie dimensioni e della classe media (i «lavoratori con reddito più alto») a dover pagare l’80% delle nostre tasse e dei nostri contributi sociali. Con le loro prestazioni sono gli sfruttati del nostro vecchio sistema capitalistico. Questi laboriosi «creatori di valore», in qualità di imprenditori e di responsabili salariati, hanno sempre dovuto sostenere gli interessi e l’ammortamento del debito nazionale, nonché le prestazioni sociali dei due terzi dei rimanenti «che vivono nel nostro Paese».
  Ora la situazione è cambiata perché a causa della moltiplicazione sfrenata del denaro non si conta più sui rimborsi e nemmeno sui pagamenti delle rate e i tassi di interesse sono scesi a zero e non possono essere aumentati poiché anche solo un aumento dell’1% del tasso di interesse spingerebbe paesi come l’Italia, la Francia o la Spagna verso il fallimento nazionale.
  Quindi il gioco finale del capitalismo è solo quello di moltiplicare il denaro, aumentare il debito, speculare nella finanza e acquistare beni materiali, fintanto che la gente continua ad accettare il denaro che non vale più nulla.
  In realtà, è coerente per Trump di smettere di tassare i redditi medio-bassi. Nemmeno lui ha bisogno di queste tasse, perché può richiedere qualsiasi somma dalla corrotta FED (banca centrale) per i finanziamenti statali e ha già richiesto 2’000 miliardi per finanziare la politica economica del Coronavirus. Questi 2’000 miliardi di dollari sono stati trasferiti a Blackrock, affinché «coltivi» le borse. 
  L’abolizione della copertura in oro da parte di Nixon ha già avuto conseguenze a livello mondiale, vale a dire la «liberazione» della massa monetaria da una copertura di valore e quindi non solo l’aumento di cinquanta volte della massa monetaria negli ultimi 50 anni, ma anche un aumento di quaranta volte del prezzo dell’oro.
  Allo stesso modo, la fine dell’imposta sui salari per i ceti a basso e medio reddito metterà fine al sistema di arricchimento del sistema finanziario statale e privato attraverso lo sfruttamento del fattore lavoro. Questo sarà l’inizio di un nuovo ordine finanziario mondiale in cui il capitale non potrà più vivere del lavoro e gli Stati non potranno più tassare le prestazioni di più, quanto più sono alte. Dal momento che 51 milioni di americani sono disoccupati, si presume a causa del Coronavirus, ma in realtà a causa del crollo economico mondiale, e non sanno come pagare l’affitto e il proprio sostentamento, Trump ha anche instaurato un reddito di base, vale a dire che ogni americano dovrebbe ricevere 400 dollari a settimana in sussidi statali. Non ha detto come intende finanziare tutto questo; ma nel farlo ha almeno compensato i ceti inferiori e alcuni ceti medi nei confronti dell’industria finanziaria, che può arricchirsi anche senza prestazioni attraverso la moltiplicazione del denaro, i prestiti e la speculazione senza limiti.
  Gli ululati di rabbia contro questo decreto di Trump sono poi pervenuti principalmente dall’alta finanza statunitense.
  A differenza dei socialisti, che dovendo compensare la ridistribuzione estorcono i benefici per loro stessi e per i loro sostenitori, saccheggiando gli altri – i fornitori di prestazioni – Trump, come l’alta finanza, prende soldi dal nulla, non togliendoli a nessuno. La sua ridistribuzione è quindi universale e definitiva.

Ma il nuovo ordine finanziario
ha un rischio interno e uno esterno.


Internamente, la ridistribuzione funziona finché lo Stato può disporre di denaro. Questo fintanto che ottiene denaro dalla banca centrale che è sotto il suo controllo, teoricamente all’infinito. Il sistema finanziario funzionerebbe quindi come l’approvvigionamento alimentare della popolazione. Finché c’è ancora cibo, la popolazione all’interno può essere rifornita, così anche con il denaro.
  Il pericolo dell’inflazione, come in precedenza, è stato combattuto con i mezzi coercitivi dell’interesse zero e dell’«inflazione repressa», già dimostrati dal nazionalsocialismo e imitati dagli Stati socialisti. Ma quanto durerà?
  All’esterno, invece, il valore del dollaro USA grazie al programma di Trump si ridurrà presto in modo significativo. Questo andrà a beneficio del commercio estero statunitense nel breve termine, ma nel medio termine potrebbe significare il crollo dell’impero del dollaro e del potere degli oligarchi finanziari, che con i loro miliardi di dollari sono stati in grado di acquistare, controllare e influenzare in campo internazionale Paesi e società. Se il dollaro non vale più nulla, la loro influenza e il loro potere non avranno più alcun valore. Un commentatore ha visto il nuovo corso di Trump come un «colpo finale contro la cabala internazionale degli oligarchi» perché sono loro a voler cacciare ad ogni costo Trump dalla sua carica.
  Ma una volta che Trump avrà reso accettabile la «vita senza imposta sui salari», gli altri Stati non potranno più evitare di porre fine allo sfruttamento dei loro migliori portatori di prestazioni e della classe media a livello nazionale. Le somme messe a disposizione dall’UE, presumibilmente per mitigare i danni causati dalla pandemia del Coronavirus, servono da modello per sapere da dove prendere i soldi per la corruzione dello Stato (500 miliardi di euro) e per le misure sociali (100 miliardi di euro a beneficio del lavoro a orario ridotto per tutti): dal nulla, dalle obbligazioni e dalla Banca centrale europea – senza rimborso.
  Il decreto di Trump dell’8 agosto 2020 è il «denaro facile per tutti», non solo per il grosso capitale, come prima. •

(Traduzione Discorso libero)

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